CATANIA – Bambini che fanno domande a Polifemo; famiglie in cammino tra il Cavallo di Troia, la Nave di Ulisse e la Grotta del Ciclope; spettatori idealmente trasportati sulla prua di una nave nel cuore del Mediterraneo. È cominciata così, con una prima domenica di ottobre all'insegna della partecipazione e della curiosità, l'esperienza di "Odissea in Sicilia", il nuovo percorso del Parco dei Miti di Zafferana Etnea, alle pendici dell'Etna. Un debutto che ha confermato la capacità del progetto di parlare a un pubblico trasversale, trasformando uno dei racconti fondativi della cultura occidentale in un'esperienza da attraversare fisicamente: prima attraverso la parola, poi nel paesaggio, quindi dentro le immagini e infine nell'interazione diretta con i personaggi del mito.
L'appuntamento si rinnova tutte le domeniche di ottobre, a partire dalle ore 10, con un percorso della durata di circa due ore e mezza articolato in quattro momenti: il racconto dell'aedo, la visita alle installazioni del Parco, la navigazione immersiva a 360 gradi con "Thalassa, il mare dell'Odissea" e, in chiusura, l'incontro con Polifemo, animato e doppiato in tempo reale attraverso la tecnologia Live-Motion.
Ed è proprio il Ciclope a riservare una delle sorprese più apprezzate dal pubblico. Polifemo, infatti, non ripete una sequenza preregistrata: può ascoltare una domanda, rispondere, scherzare, provocare e adattare le battute alle persone presenti in sala. Dietro il personaggio digitale c'è un attore che ne controlla in tempo reale voce e movimenti, trasformando ogni incontro in qualcosa di diverso. «La risposta del pubblico alla prima domenica ci conferma che il mito può ancora sorprendere quando viene restituito come esperienza e non solo come racconto – sottolinea Ettore Barbagallo, presidente di Etna Today e ideatore e promotore dell'iniziativa – abbiamo visto adulti e bambini lasciarsi coinvolgere in modi diversi: chi dalla natura, chi dalla storia, chi dalla tecnologia. È esattamente ciò che volevamo ottenere, costruire un viaggio capace di mettere insieme linguaggi differenti senza perdere la forza originaria dell'Odissea. Ci aspettavamo curiosità, abbiamo trovato grande partecipazione». Il percorso attraversa alcuni dei luoghi simbolo: dalla Grotta di Polifemo al Cavallo di Troia, dalla Nave di Ulisse all'Ade con Tiresia, fino alle altre installazioni in pietra lavica immerse nel paesaggio etneo. Qui la natura non fa semplicemente da sfondo, ma diventa parte integrante della narrazione.
Anche dietro "Odissea in Sicilia" si nascondono piccoli dettagli che aiutano a leggere il poema con occhi diversi. L'Odissea, per esempio, nasce come racconto orale molto prima di diventare il testo che conosciamo: per questo il percorso comincia proprio con un aedo, restituendo alla voce il compito di accendere l'immaginazione prima dell'arrivo delle immagini digitali. E poi c'è il legame con la Sicilia. Omero non fornisce una vera cartografia moderna delle peregrinazioni di Ulisse, ma nei secoli il Mediterraneo siciliano è diventato uno degli scenari privilegiati attraverso cui rileggere il poema: Scilla e Cariddi sono state associate allo Stretto di Messina, Eolo all'arcipelago delle Eolie e la terra dei Ciclopi all'area etnea. Più che una mappa certa, una potente sovrapposizione tra mito, paesaggio e immaginario.
Tra parola, natura e tecnologia, il viaggio dunque continua. Restano ancora le prossime domeniche di ottobre per mettersi sulle tracce di Ulisse e scoprire quanto un racconto vecchio di quasi tremila anni riesca ancora a parlare al presente.