Secondo una prima e sommaria datazione, si tratta di una sorta di menhir risalente al periodo neolitico ed è cosparso di segni che dovranno essere interpretati.
“Ancora una volta la Majella ci ha donato un pezzo della sua storia facendolo emergere dalla sua coltre – ha dichiarato il Presidente del Parco Lucio Zazzara - In collaborazione con la competente Soprintendenza Archeologica, lo metteremo presto in sicurezza e, soprattutto, faremo in modo che possa essere esposto, ammirato e studiato in questo stesso territorio”.




