Tutto ha inizio con un matrimonio combinato tra due famiglie aristocratiche ricche e potenti. Lelio Buonvisi della Repubblica di Lucca e Lucrezia Malpigli, una giovane aristocratica lucchese che aveva vissuto molti anni a Ferrara. Qui lei aveva incontrato un altro aristocratico lucchese, Massimiliano Arnolfini, si era innamorata.
Trasferitasi a Lucca con il marito, Lucrezia riprese la relazione con l'Arnolfini, uomo dalla nomina di violento, partecipava alle lotte tra famiglie che scoppiavano in città. Arnolfini decise di far uccidere il marito della donna, Lelio, da un sicario, all’uscita della funzione religiosa Buonvisi fu massacrato da 19 coltellate davanti alla moglie. Fu Giovanni Buonvisi, parente della vittima, e persona autorevole in città, a palesare i suoi sospetti su Arnolfini.
Dopo tentativi di fuga e torture, gli amici di Arnolfini accusarono anche la moglie Lucrezia di essere coinvolta e poi furono decapitati. Lucrezia, sfuggì all'arresto, il fratello le corrispose una ricca dote e lei si fece suora con il nome di Umilia.
Dopo 12 anni, Suor Umilia fu coinvolta in uno scandalo, tra le mura del convento fu scoperta con il suo amante durante incontri carnali, con un certo Tommaso Sanminiati, la coppia tramò per uccidere il Passeri e suor Calidonia Burlamacchi, testimoni della relazione.
La cosa venne alla luce, ma evitarono il carcere lo stesso perchè di ricche famiglie nobili, Lucrezia Malpigli fu incarcerata nel convento e poi costretta a una stretta clausura.
L'Arnolfini, condananto a morte in contumacia, fu catturato mentre vagava nelle campagne lucchesi, proprio nei pressi di villa Buonvisi, in stato di follia. La leggenda vuole che fosse impazzito a seguito della notizia dell'infedeltà dell'amante. Anche lui scampò alla condanna a morte, visse in cella per ben quattordici anni, senza mai poter uscire né vedere nessuno.
Nel 1629, gravemente ammalato e ormai in punto di morte, chiese di poter essere assistito un sacerdote.
A Lucca è diffusa una leggenda popolare secondo la quale le anime dei due amanti si incontrano ancora davanti al cancello di Villa Torrigiani, antica residenza dei Buonvisi, ogni anno la sera del 1° giugno, mentre all’interno della villa risiederebbe l’anima di Lelio Buonvisi.




