Lunedì, 01 Dicembre 2025 16:36

Woody Allen: il celebre regista ed attore newyorkese ha festeggiato ieri 90 anni

Scritto da Salvatore Battaglia

di Salvatore Battaglia Presidente Accademia delle Prefi

Nato il 30 novembre ma registrato il primo dicembre

30 novembre si celebra un traguardo straordinario: Woody Allen, noto regista, attore e sceneggiatore, compie 90 anni. La sua carriera, iniziata oltre sei decenni fa, continua a lasciare un’eredità di opere che mescolano umorismo e profondità esistenziale. Woody Allen il regista che ha trasformato la timidezza dello shlemiel ebreo newyorchese (ovvero di una persona maldestra, sfortunata, incapace di cavarsela, ma in modo tenero e ironico) in una filosofia di vita, in una lente deformante e lucidissima attraverso cui osservare il mondo.

Da più di sessant’anni Allen racconta con ironia e malinconia le miserie e i paradossi dell’esistenza umana, alternando risate e sconforto, jazz e filosofia, amori impossibili e senso di colpa. E oggi mentre taglia il traguardo dei 90 anni (nacque il 30 novembre 1935 e fu registrato all’anagrafe il giorno successivo, 1 dicembre, e così si spiega la discrepanza di date che si registra nelle sue biografie), resta uno degli ultimi veri autori del cinema contemporaneo: un uomo che ha saputo coniugare Ingmar Bergman e Groucho Marx, Fedor Dostoevskij, Sigmund Freud e George Gershwin, con la leggerezza del funambolo che sa di camminare sul filo del dubbio. Allen Stewart Konigsberg – il suo vero nome – è nato a Brooklyn, nel cuore di una New York che non ha mai smesso di amare e filmare. Quella città è la sua musa, la sua ossessione, il suo eterno palcoscenico. “Manhattan” (1979) non è solo un film, ma una dichiarazione d’amore in bianco e nero, un’ode a una città che vibra di malinconia e speranza, di jazz e di luci al neon. È il teatro di un microcosmo umano fatto di scrittori insicuri, donne indecifrabili e relazioni sentimentali complicate, come complicata è la vita per chi si interroga troppo su di essa. Ogni film sembra una variazione sul tema della solitudine e del desiderio, del rimpianto e della fuga. Eppure, nel suo pessimismo ostinato, Allen resta sempre un ottimista morale: “Bisogna credere in qualcosa. Io credo che tutto ciò che serve sia un buon pasto”, faceva dire a un suo personaggio.