Ottimo per fuggire dal caldo estivo. Il percorso si sviluppa in ZONA “A”, che rappresenta la riserva integrale e di massima tutela. E’ vietato anche l’accesso con cani o altri animali domestici per tutelare la fauna selvatica (come l'orso marsicano e il camoscio appenninico) dallo stress da presenza. Superata una curva a gomito della SS 614 della Maielletta, c'è un piccolo parcheggio (1034 m), nei pressi di un bottino dell'acquedotto del fiume Foro. Attraversata la strada, inizia l’escursione sulla carrareccia forestale, segnalata con la sigla E3. Poco dopo l'ingresso, si incontra sulla sinistra il bivio per la Grotta dell'Eremita, sentiero E2. Sulla segnaletica LA GROTTA DELL’EREMITA NON E’ INDICATO… un escursionista lo HA SCRITTO A MANO ED INDICA ACHE IL TEMPO “TRENTA MINUTI”. Era mia intenzione andarci, ma siamo rimasti bloccati da un albero franato sul sentiero. Abbiamo cercato con manovre elastiche di proseguire ma, c’erano altri alberi. Quindi, abbiamo abbandonato l’idea. Peccato, perché questa misteriosa grotta dell'eremita, era un luogo di culto dell'arcangelo Michele, al cui interno sono stati trovati reperti dell'età del bronzo. Inoltre nei secoli, vi hanno trovato riparo pastori ed eremiti, ma anche gli sfollati durante la Seconda Guerra Mondiale. Continuiamo sul sentiero E3, che segue per buona parte l’andamento dell’acquedotto sul fiume Foro. Ogni tanto incontriamo un “bottino” sempre immersi nel silenzio e frescura del bosco. Arriviamo al rifugio "spartano" dell’Asinara (1234 m), nel territorio di Pretoro, costruito su un arco sfruttando e chiudendo due grandi massi rocciosi adiacenti. La sua realizzazione è legata ai lavori dell'antico acquedotto che attraversa la zona, come testimoniano i “BOTTINI” e i tombini limitrofi, che riportano la data del 1930. Delle scivolose e umide scalette conducono fino alla porticina d'ingresso del rifugio. Prima della cascata, un bottino d'acqua appartenente all'acquedotto di Chieti, raccoglie l’acqua della sorgente posta all'interno della grotta sopra di esso. Purtroppo la cascata durante l’estate va in secca e quindi, non c’è …! Il nevaio ai suoi piedi non permette di raggiungere la base della cascata, che prima di sciogliersi crea una piccola galleria. Il fondo del torrente è impervio, rischioso e si può attraversare solo se è in secca. (Il fiume Foro nasce alle pendici della Maiella e sfocia nel Mare Adriatico, al confine tra i comuni di Francavilla al Mare e Ortona (CH), dopo aver percorso circa 38 chilometri). La nostra amarezza è stata quella, di non aver notato le salamandre appenniniche.
Un mio amico “L.P.”, alcuni giorni pima della mia escursione sullo stesso sentiero E3, ha realizzato un video che, autorizzato pubblico. https://www.facebook.com/share/r/194DFnyXjy/
Seguitiamo a camminare sul sentiero A3 che diventa stretto, insidioso, esposto e con abbondante fogliame, per arrivare ad una larga distesa prativa. Qui ci siamo fermati! … Al ritorno, sono stato “ipnotizzato” da un faggio imponente, alto circa trenta metri, che pur piegandomi con la schiena all’indietro, non vedevo la fine. Questa sensazione è definita “sindrome del bosco sacro". Sul terreno erano presenti enormi radici a forma DELLE DITA DI UNA MANO… mi sono bloccato, emozionato ed è stato difficile abbandonare questa scena, che mi ha suggerito una poesia, che scriverò.
In questo fiabesco bosco, un luogo magico e unico dove la natura e la storia si fondono con muschi umidi, radici intrecciate e profondi valloni, abbiamo trovato sollievo, per sfuggire alla temperatura rovente causata dall’anticiclone africano.
Abbiamo percorso 7 chilometri, con un dislivello di +/- 200 metri, in 3.50 ore - Difficoltà: T turistico - E Escursionistico - EE Escursionisti Esperti per un breve tratto




