Una città costretta a convivere con la cenere. Il signore del B&B ogni mattina doveva spazzarla dal balcone, compiendo questo gesto stoicamente. Le auto sono ricoperte di cenere a Catania quando il vulcano erutta, ed è complicato trovare un lavaggio. A noi è sfuggito e poi che la lavi a fare si risporca subito.
Quando arrivi a Catania è come attraversare quella porta di cui parla Maupassant, tutto è molto lontano da casa tua, sei in un altro mondo.
Nelle vie centrali ci sono chioschi che vendono, tra le altre cose sfiziose, una bevanda fresca al limone che rinvigorisce e se occorre fa digerire subito qualunque pietanza. Andrea l’ha provata e si è riuscito a a sbarazzare di un pasto pesante.
A Catania si cammina, come in ogni grande città, ci sono isole pedonali serali, vie da scoprire con locali e ristoranti molto interessanti.
Il B&B che ci ha accolto era grazioso, in un antico palazzo del centro, non aveva ascensore e ogni volta dovevamo fare due piani, i gradini erano molto alti e sembravano 4. Ci siamo mantenuti in forma.
La mattina ci svegliavamo molto presto e andavamo a far colazione in un bar pasticceria sotto il palazzo dove alloggiavamo. All’inizio le titolari non erano cordiali, il minimo sindacale, forse anche meno. E’ chiaro che abbiamo fatto colazione con la brioche con il tuppo e la granita, unica al mondo, solo in Sicilia si può gustare. Io l’ho presa alla cioccolata e Andrea pistacchio. Buonissime. Le titolari sono diventate sorridenti giorno dopo giorno e cordiali l'ultimo. Ci siamo sentiti a casa.
Dopo aver visitato Catania, l’Elefantino magico che viaggia nel tempo, il teatro romano, le peculiarità delle strade e dei ristoranti, street food, siamo partiti alla vota di Siracusa.
Siracusa un'isola nell'azzurro.
Anche se molto turistica, dalla forma particolare dovuta all’isola di Ortigia, qualcosa rivela che in un recente passato era una zona prettamente militare. Intorno al castello infatti appaiono ancora cartelli tipici dell’esercito e vestigia di un passato diverso. Un ponte unisce Siracusa città a Ortigia. E’ un impatto piacevole, invita ad una passeggiata.
Ad Ortigia non ci sono classiche spiagge, è rocciosa, ma tante imbarcazioni su cui si fanno feste all'unisono, musica e tanta gente. E’ un bel vedere.
Le spiagge intorno a Siracusa sono molte belle e di tipi diversi. Fontane bianche, sabbia, servizi, stabilimenti, il mare è molto pulito. Priolo è stupenda, il mare, basso, smeraldo, le acque sono fresche, ci sono servizi, stabilimenti, si mangia bene. Purtroppo in lontananza si vedono le ciminiere dismesse. Non è molto lontana da Enna. E poi c’è Calamosche, nella riserva naturale di Vendicari tra Noto e Pachino. Attrezzata con parcheggio, si paga l’ingresso, 3,50 euro a persona. Nessuno avverte che ci sono 900 metri da percorrere sotto il sole cocente e poi infine una scala lunga fino alla spiaggia.
Ragusa Ibla
All’interno della provincia di Ragusa si trovano i gioielli della Val di Noto. Modica, Noto, Ragusa Ibla. Abbiamo scelto di visitare quest’ultima, anche se ognuno meriterebbe di essere vissuta e scoperta. La cittadina è bella, pulita, storica, piena di chiese, in alcune è richiesto un biglietto d’ingresso.
Ci fermiamo in un luogo di ristoro. Mangiamo una selezione di prodotti locali salumi e formaggi molto gustosi. Ci portano una burrata pistacchiosa buonissima. Scopriamo che sono loro stessi a produrre i formaggi molto delicati, direi unici.
Valle dei templi e Scala dei turchi
Andando verso Agrigento ci dirigiamo verso la Scala dei turchi, uno spettacolo per gli occhi. Si paga un biglietto di 6 euro ma ne vale a pena, si sale su per questa collina bianca affacciata sul mare. E poi scendendo c’è una spiaggia con i ciottoli, a dir la verità creano difficoltà a fare il classico bagno, l’acqua è molto bassa, bisogna portare gli scarpini, tanto sono necessari anche per la Scala dei turchi. Si parcheggia e un'Ape anni '50 accompagna davanti alla spiaggia.
Dopo 17 anni siamo tornati nella Valle dei templi, semplicemente fantastica, patrimonio Unesco. Un percorso piacevole alla scoperta dei templi dorici.
Se si parcheggia alla sosta numero 5, c’è un servizio navetta che costa 3 euro e lascia sopra la collina, davanti al tempio di Giunone, così il sito lo si visita da sopra a sotto ed è comodo, contando che la visita di fa spesso sotto il sole, uscendo proprio davanti al parcheggio.
Un viaggio tra sapori, mare e bellezza.
Inutile ripetere che la Sicilia Orientale offre buon cibo, mare e bellezza, aggiungerei a patto che si abbia la voglia di girare e cercare quello che è adatto per sé, per i propri gusti. Ci sono talmente tante cose in Sicilia e diverse tra loro. La ricerca del luogo giusto è come trovare la taglia di un vestito e la Sicilia le ha tutte, si devono solo scoprire.




