Milano il 28 dicembre 1925, Mussolini redarguì Arturo Toscanini pesantemente in un incontro alla prefettura per il suo rifiuto di celebrare il Natale di Roma con l’esecuzione dell’inno Giovinezza. Ebbe lo stesso comportamento a Roma, a Bologna, dove il 14 maggio 1931, il maestro Arturo Toscanini fu aggredito e schiaffeggiato da squadristi fascisti al Teatro Comunale. Quello che emerge dalla storia è un Toscanini attento a non fare concessioni neanche sul piano delle cerimonie, delle ritualità, delle nomine (come quelle al Senato e all’Accademia d’Italia) o delle cariche direttive offerte dal fascismo.
Il 25 aprile 1926 Toscanini presentò alla Scala la Turandot di Puccini in prima mondiale senza inni, noncurante della forzata assenza del capo del governo, ripudiando così l’ennesima cerimonia di commistione tra arte e politica, alla quale non era favorevole. Questo comportamento gli costò un'aggressione da parte delle camicie nere e lo portò a lasciare l'Italia, diventando un simbolo mondiale della lotta per la democrazia.
Nel1938 inaugurò il Festival di Lucerna (per l'occasione molti, soprattutto antifascisti, vi andarono dall'Italia per seguire i suoi concerti); nel frattempo, quando anche il governo italiano, in linea con l'alleato tedesco, adottò una politica antisemita promulgando le leggi razziali proprio nello stesso anno, Toscanini fece infuriare ulteriormente Mussolini definendo tali provvedimenti, in un'intercettazione telefonica che gli causò un nuovo temporaneo ritiro del passaporto, "roba da Medioevo".




