Giovedì, 17 Luglio 2025 16:29

Aghi d’acciaio di 2000 anni fa scoperti in una tomba cinese

Scritto da Carlo Di Stanislao

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“La medicina è l’arte di mantenere la salute e di curare le malattie con la sapienza della natura.” – Ippocrate

Una scoperta eccezionale proveniente dalla Cina sta riscrivendo parte della storia della medicina e della metallurgia. All’interno della sontuosa tomba dell’imperatore Liu He, vissuto circa 2000 anni fa durante la dinastia Han occidentale, un’équipe di archeologi ha portato alla luce quelli che sono considerati i più antichi aghi d’acciaio per agopuntura mai ritrovati.

Ciò che stupisce maggiormente è la loro incredibile finezza: con un diametro compreso tra 0,3 e 0,5 millimetri, le dimensioni di questi aghi sono straordinariamente simili a quelle utilizzate ancora oggi nella pratica medica moderna. Un dettaglio che testimonia un livello di abilità artigianale e precisione fuori dal comune, se si pensa che furono realizzati due millenni fa.

Gli aghi erano custoditi in un tubo di giada, a sua volta contenuto in una piccola scatola di lacca dorata, a sottolineare l’importanza attribuita a questi strumenti. Nonostante il tempo e la corrosione, gli archeologi guidati da Yang Jun sono riusciti a preservarne almeno uno interamente. Un’etichetta in legno trovata accanto, con l’incisione “Nove Aghi Completi”, conferma che si tratta proprio degli strumenti medici descritti nei testi classici cinesi, in particolare nel Ling Shu (o Ling Shu Jing), uno dei due testi principali dell’antica medicina cinese e parte integrante del Huangdi Neijing.

Il Ling Shu descrive infatti una sofisticata classificazione di aghi per agopuntura, nota come “Nove Aghi”. Questi nove tipi di aghi, ognuno con forma, dimensione e funzione specifica, erano progettati per trattare una vasta gamma di disturbi e condizioni mediche. I diversi aghi venivano utilizzati per penetrare la pelle in modi differenti: alcuni erano appuntiti e sottili per la stimolazione profonda, altri più larghi e piatti per raschiare o massaggiare la superficie, e altri ancora più corti o appuntiti per scopi particolari come la cauterizzazione o la puntura.

Oggi, tuttavia, nella pratica moderna dell’agopuntura si usa prevalentemente uno solo di questi aghi, il cosiddetto “Ago Sottile Numero 7”. Questo ago è estremamente fine e flessibile, ed è quello più simile a quello ritrovato nella tomba dell’imperatore Liu He. La scelta di questo ago è legata alla sua efficacia e alla facilità di inserimento nel tessuto senza causare dolore eccessivo, rendendolo l’ago standard nella maggior parte dei trattamenti contemporanei.

Le analisi scientifiche hanno inoltre rivelato che gli aghi antichi furono prodotti con un antico processo siderurgico di “frittura”, combinando ghisa e ferro battuto per ottenere acciaio di alta qualità. Questa scoperta dimostra non solo l’antichità e la diffusione dell’agopuntura nella Cina Han, ma anche l’applicazione di tecnologie metallurgiche avanzate per la realizzazione di strumenti medici di alta precisione.

L’utilizzo dell’acciaio, resistente e sufficientemente sottile, rappresentava un significativo miglioramento rispetto agli aghi di ferro — che arrugginiscono facilmente — o agli aghi in oro e argento, troppo morbidi per l’uso medico. La tomba del Marchese di Haihun continua così a rivelare tesori che testimoniano l’ingegno e le conoscenze scientifiche dell’antica Cina, offrendoci uno sguardo privilegiato su un sapere millenario ancora oggi fonte di ispirazione.