Cielo leggermente velato, temperatura gradevole, vento da nord. Io mia figlia Veronica e due amici: Tiziana e Marco, prendiamo il Sentiero B1 da “Fonte Tettone” (1654 m), in località Maielletta per “Fonte Centiata” (1618 m).
(FONTE CENTIATA da informazioni, è il toponimo di FONTE RECINTATA ed era abitata da un pastore). Il sentiero è a “mezza costa”, sempre sui 1700 metri e raggiunge il rifugio CAI Marcello Di Marco, (1747m) con annesso stazzo. Questa escursione offre un panorama mozzafiato. Ad EST il mare, poi le cime della Maiella, il Morrone, il Gran Sasso, il Sirente. Una breve sosta al Rifugio Marcello Di Marco con visita allo stazzo che una volta era pieno di Orapi (spinacio selvatico). Ho trovato solo erba secca e ortica. Dal Rifugio inizia una carrareccia che raggiunge Decontra, una frazione di Caramanico Terme PE, distante NOVE chilometri. Seguendo il sentiero si scorge la fitta faggeta della Valle Buglione, dove si distingue la “LISCIA” …, così chiamata per il suo aspetto. Scegliamo di fermarci a Fonte Centiata dove scorre un’acqua di sorgente che è la migliore della Maiella e mangiare, LA PIZZA DI PANE CON LA MORTADELLA.
Ci affacciamo sul vallone di Santo Spirito e di fronte alla fonte, su un’alta parete rocciosa, si vede l’Eremo di Santo Spirito. Ad occhio non si percepisce come si può raggiungere, ma ci si arriva con la macchina. Tornando indietro e camminando sui prati con l’erba alta, la riflessione è stata, che questo territorio era abitato dai pastori, per la ricchezza di acqua e i ricoveri. Successivamente, non è stato più pascolato dalle pecore … quindi, l’erba incolta! Ma, mentre saliamo con il sole cocente, una visione mi rallegra, perché erano anni che non vedevo un gregge di pecore e capre, circa quattrocento, sorvegliate da sette cani pastori abruzzesi, pascolare! Il pastore si fa vedere per ultimo. Lo aspetto, gli chiedo il nome e il paese di origine … sono della Macedonia e come trascorre la sua giornata… Lo stazzo si trova dietro l’Albergo Mammarosa, a Fonte Tettone.
Mi alzo presto ed alle cinque inizio la mungitura del gregge. Il latte munto viene prelevato dal proprietario, che lo porta a valle. Poi, porto il gregge a pascolare ed arrivo al rifugio dove c’è una fonte che li disseta. Successivamente torno indietro allo stazzo e nuovamente a mungere. Preparo da mangiare per i sette cani e stanco, vado a riposare un paio di ore. E questo tutti i giorni! La montagna costringe a salire e scendere, sono attività che esigono energia e forza. E’ una vita dura che termina fra poco, nel mese di settembre per la transumanza verso la Puglia. Immediatamente ricordo la poesia di Gabriele D’Annunzio, “I Pastori” … settembre, andiamo. È tempo di migrare. Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori lascian gli stazzi e vanno verso il mare…
Per il caldo abbiamo deciso di tornare indietro, ma poco distante dalla fonte, nella località PIANA GRANDE (1530 m), c’è l’indicazione per l’eremo/grotta di san Giovanni, (1227 m) dove è vissuto in compagnia di alcuni discepoli, dal 1284 al 1293, il monaco - eremita, Pietro da Morrone. Fu eletto Papa il 29 agosto 1294 con il nome di Celestino V ma, dopo pochi mesi, il 13 dicembre, rinuncia al pontificato. Per entrare alla grotta occorre fare molta attenzione. Saliti gli scalini, bisogna sdraiarsi a terra ed avanzare strisciando sulla pancia, facendosi forza con le mani. Ci si rende conto che il corpo non appoggia tutto sullo stretto passaggio esposto. Uscire è più difficoltoso. All’interno c’è un altare, alcune celle, dei ripostigli a muro e un ingegnoso collegamento di canaletti per recuperare l’acqua piovana.
Il silenzio e la misticità del luogo, stimolano la contemplazione e fanno riflettere.
Per raggiungere la vettura, abbiamo percorso UNDICI chilometri, con un dislivello di +/- 400 m, con difficoltà E (escursionismo), in quattro ore e diciotto minuti.




