Sabato, 06 Dicembre 2025 11:47

Abruzzo. E neve fu. Una bella ciaspolata

Scritto da Luciano Pellegrini

Dopo circa due mesi dall’inizio dell’autunno con un clima quasi estivo, nonostante non sia estate, ecco che una perturbazione fredda, ha fatto abbassare la temperatura con la conseguenza di abbondanti nevicate.

Il paesaggio all'improvviso è cambiato, si pensa ai paesi nordici, alle renne, e perché no? A BABBO NATALE! Il manto nevoso ha coperto tutto e, la candida coltre ovattata, crea il silenzio. In risalto ci sono le orme della fauna selvatica: volpe, lepre, capriolo, cinghiale. Ho scelto di fare la prima ciappolata, con un anello da Passo Lanciano (1318 m), (nel territorio del comune di Pretoro CH, Parco Nazionale della Maiella), verso I PIANI DI TARICA, (1330m), direzione nord ovest. Mi sono incamminato sulla carrareccia con segnaletica ROSSO/BIANCO D1- CP. Ho goduto del silenzio, del profumo della neve, del panorama sulla catena del Massiccio del Gran Sasso, della Maiella, i Monti della Laga, il Mare Adriatico, i tanti comuni.

Mi ha accompagnato lo scricchiolio ritmico delle ciaspole che graffiavano la neve gelata. Incantevole lo scintillio della neve illuminata dal sole, dove i cristalli di neve agiscono come piccoli specchi, riflettendo la luce solare verso i nostri occhi. Ciaspolando immerso in questo ambiente che fa pensare alle fiabe, mi ha fatto riflettere lo scenario delle piramidi sul terreno, che ho paragonato alle "VELE" di ghiaccio del Baltoro in Pakistan, che portano al campo base del K2 (5050 m), dove io ho partecipato a giugno 2004 per ricordare il cinquantenario della conquista della vetta, (anno 1954), da parte degli alpinisti italiani CAMPAGNONI E LACEDELLI. Questa mia riflessione per il fenomeno di “PAREIDOLIA”, (illusione subcosciente che tende a ricondurre a forme note oggetti o profili). Per concludere l’anello, non potevo non passare per il PIANO DI RENZI e andare a vedere la scultura della CAPANNA DI CERRRONE, scavata con martello e scalpello da Alfonso Cerrone. Con tenacia e pazienza ha realizzato un interno con ripiani, un camino e un giaciglio.

La porta è quasi nascosta. Infatti, la maggior parte delle persone, non se ne accorge. Era un esperto scalpellino, (nacque a Vittorito di Caramanico PE nel 1845 e morì quasi centenario a Lettomanoppello PE). Questa capanna per me esprime meditazione, calma, altruismo, pace, storia. Ho proseguito in direzione del bosco, seguendo il sentiero D1/CP, per PASSO LANCIANO e tornare alla vettura, completando l’escursione di OTTO chilometri, con un dislivello di 200 m, difficoltà EAI (escursione in ambiente innevato), in TRE ore.

Concludendo, è stata una bella ciaspolata, per ricominciare.